venerdì 3 settembre 2010
 
 
Versione stampabile
Segnala a Aggiungi a OkNotizie.itAggiungi a Del.icio.us.comAggiungi a Facebook.comAggiungi a Segnalo.itAggiungi a Digg.comAggiungi a Reddit.comAggiungi a Technorati.comAggiungi a Google.itAggiungi a Wikio.it
Le catalanesche di Somma Vesuviana, Pollena Sant’Anastasia
Cronaca

15/03/2010 | Somma Vesuviana | In un familiare e accogliente contesto quello della cantina del Club del “23” che si è svolto un interessante convegno dal colore paglierino[...]

[...]“Le catalanesche di Somma Vesuviana, Pollena Sant’Anastasia”. La manifestazione organizzata dal laboratorio archeologico di Somma Vesuviana “ Fensern” che da qualche mese ha riaperto il sipario ponendo come sempre l’attenzione per la terra vesuviana. La serata ha avuto il piacere di ospitare una competente ricercatrice universitaria di Portici, Antonella Monaco, due esperti di vini, Alberto Capasso e Rosario Serra, ed uno” stuolo di contadini che hanno portato la loro fatica e la propria passione in bottiglie e bottiglioni di bionda catalanesca” – come afferma Angelo di Mauro coordinatore del laboratorio.

C'erano magistrati, professori universitari, studiosi dai paesi vicini interessati alla relazione e al buon bicchiere di vino, già noto dall'antichità. Difatti la Catalanesca di origine catalana fu importata anticamente nell'area vesuviana da Alfonso I d'Aragona durante il XIV secolo, fu gradualmente diffusa in tutto il territorio vesuviano con colture diffuse a varie altezze tra i 150 e i 500 metri ove era possibile una maturazione tardiva e una buona serbevolezza, tanto da venir esportata anche in Europa. Ma affinché la Catalanesca facesse il salto di qualità da uva da sola mensa e non vinificabile se non per uso proprio a uva vinificabile è stato necessario spendere tempo ed energie. Grazie dunque anche allo sforzo della Coldiretti Campania una commissione del Sesirca nel 2006 ha sciolto la riserva su questo prodotto facendo si che si aprisse finalmente la strada verso la meritata valorizzazione, la diffusione e forse la DOC di questo prodotto che ufficiosamente, era già rinomato. Fatto sta che per Massa di Somma, Pollena Trocchia, Somma Vesuviana, San Sebastiano e Sant'Anastasia, comuni accomunati dalla produzione di Catalanesca, il provvedimento ha aperto nuove prospettive di sviluppo.

Il Coordinatore del Laboratorio Fensern di Somma ha introdotto i lavori con un escursus storico dal 4000 a. C. ricordando un inno di Enki, il dio mesopotamico, che libava a vino e miele, passando per il Papa Paolo III che nel '500 rinvigoriva gli spenti bollori con impacchi di mosto, pratica seguita anche in paese da qualche satiro bollente. Inoltre introduceva il tema della magia rurale strutturata sul vino, sulle viti e sui messaggi che giungono dall'aldilà. Il Laboratorio ha preparato un lungo tavolo sul quale è stato tracciato il profilo della montagna, sulla quale sono state segnate le località dalle quali proveniva il vino, il nome del contadino e la quota altimetrica. Da Caurariello alla Masseria Resina. Le bottiglie vestite a festa hanno atteso trepidanti le mani che le hanno fatto ballare nei bicchieri e nei cuori.

Dora Ambra

     
Commenti:
Nessun commento disponibile
Effettua la login per inserire il tuo commento

2008-2010 © Consulting to Business | P.I. 04972111217 | Ottimizzato per risoluzione 1024x768 px Condizioni d'uso Privacy