Friday, September 03, 2010
 
 
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Piano Casa, spazzatura, politica, edilizia e il “corvo”
Cronaca

1/18/2010 | Boscoreale | Intervista a tutto campo con Gaetano Crifò, esponente politico nonché tecnico boschese, che esprime le sue perplessità sull'attuale situazione a Boscoreale, nel vesuviano e più in generale in Campania. Partendo proprio dal Piano Casa.

«Tutti attendevano il Piano Casa perché si sperava potesse dare anche un impulso all'economia locale. Purtroppo, però, l'intera classe politica regionale ha pensato solo a fare mera speculazione edilizia, come ad esempio nel recupero delle aree industriali dismesse, invece di pensare a risolvere realmente il problema casa in Campania, soprattutto se si pensa alle aree che ricadono nelle cosiddette “zone rosse”, come ad esempio Boscoreale, Boscotrecase, Trecase, Terzigno e Pompei, dove maggiore è l'esigenza della gente e dove il Piano Casa sarebbe stato importante anche per marginare e limitare il più possibile gli abusi edilizi. Qui, però, subentrano le responsabilità palesi di chi amministra a livello locale. A Boscoreale, ad esempio, sono stati vissuti diversi anni di stallo assoluto, anche e soprattutto a causa dell'incapacità amministrativa che si è palesata in particolare con l'attuale amministrazione che non è riuscita a dare un nome ed un volto al dirigente comune che potesse dare delle risposte nel campo dell'edilizia».

Concentrandosi sul caso di boschese, Crifò aggiunge: «È impensabile che un cittadino possa vivere in fabbricati degradati, soprattutto se si pensa al centro storico di Boscoreale dove oltre il 60% dei fabbricati è di vecchia costruzione. Lì, il Piano Casa avrebbe dovuto dare un mano per riqualificare quegli stabili vecchi e danneggiati, costruiti per necessità nel corso degli anni, dove spesso i proprietari hanno fatto grossi sacrifici, sfruttando il poco spazio a disposizione, senza pensare troppo all'estetica e alla qualità. In quei casi in primo piano c'erano solo la praticità e l'utilità, fuori da ogni speculazione edilizia fine a se stessa».

Ormai, però, il Piano Casa è stato approvato. «La cosa che più fa rabbia è che le amministrazioni locali sono state completamente assenti e non hanno dato impulso a nessun tipo di reazione. In particolar modo, mi sarei aspettato qualche lamentela in più presso i loro referenti politici nazionali e regionali che potesse dare interpretazioni diverse per l'adeguamento funzionale delle nostre case. Invece, niente».

Secondo Crifò, soluzioni sarebbero ancora possibili. «E noi ne cercheremo qualcuna a breve scadenza, con la collaborazione di altri tecnici del settore. Infatti, abbiamo organizzato un convegno al quale saranno invitati anche i politici per fare in modo di risolvere questi grossi handicap creati da questa gente che non è stata capace di amministrarci nel modo opportuno».

L'inefficienza politica in cosa si è manifestata? «Un territorio martoriato come quello di Boscoreale, tra i più tranquilli e belli dell'area vesuviana, non solo si trova senza poter risolvere il problema della casa, ma la cattiva politica ha anche rovinato aree belle che sono diventate solo ed esclusivamente ricettacolo di spazzatura e cattivo odore. E in questo ci sono responsabilità da parte di entrambi gli schieramenti politici che nulla hanno saputo fare. La sinistra ci ha fatto trovare la spazzatura sotto i piedi, la destra ci ha portato la puzza sotto il naso».

Boscoreale, secondo Gaetano Crifò, avrebbe potuto risolvere qualcosina già in passato. In che modo? «Sicuramente si poteva fare di più.Adesempio, a Boscoreale stiamo aspettando che venga nominato il nuovo capo dell'Ufficio Tecnico. Esu questo argomento ci sono delle grosse anomalie. Infatti, nonostante l'amministrazione abbia fatto un bando, il nome del futuro dirigente comunale è già a conoscenza di tutti in quanto si dice che la nomina sia stata imposta da un consigliere comunale. Non si tratta di una “imposizione” fatta sulla base delle competenze del soggetto, bensì di una “scelta” arrivata in base ad assurde masturbazioni mentali di qualche consigliere comunale che non ha nulla a che vedere con l'urbanistica, campo nel quale non si capisce perché voglia allungare le mani».

È vero che si conosce già il nome del futuro capo dell'Ufficio Tecnico di Boscoreale? «Il nuovo capo dell'Ufficio Tecnico è stato “proposto e nominato” in barba alla regolare procedura del bando pubblicato dal Comune di Boscoreale e alla verifica delle competenze degli altri tecnici che hanno partecipato. Noi aspettiamo di conoscere ufficialmente il nome del noto architetto della Penisola Sorrentina che è stato nominato. Io comunque ho scritto il nome di questa persona in una busta chiusa, che consegno ufficialmente alla redazione de Il Gazzettino Vesuviano e che sarà aperta solo dopo la sua nomina».

Infine, ultimo pensiero è rivolto ad un altro “Illustre sconosciuto” boschese, il “corvo”. «Io mi sono trovato a mia insaputa coinvolto in questa vicenda. Visto che il sindaco Gennaro Langella conosce il nome di questo vigliacco, solamente capace di parlare in forma anonima, sto aspettando di poter sapere chi sia questo soggetto per poter denunciare più precisamente chi fece quelle affermazioni sul mio conto in quella lettera anonima».

Dario Sautto

     
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