Bastano quattro gocce d'acqua e quelli che abitano in via Armando Diaz, tra l'area delle palazzine dell'Ina Casa e il passaggio a livello delle Ferrovie dello Stato, si ritrovano letteralmente con l'acqua alla gola. Di più. qualcuno: un anziano disabile, negli anni passati ha più volte rischiato grosso e si è salvato solo per l'intervento tempestivo di un maresciallo delle Fiamme Gialle.
Il fatto è che quell'area, allorché piove, diventa una sorta di bacinella dove si immettono sia il fiume d'acqua e pietrisco che arriva dalla Zabatta attraverso la via Panoramica sia i rigagnoli che arrivano dalla stessa via Diaz e gli altri che vi si immettono dalle traverse delle palazzine. Insomma, c'è bisogno del gommone per percorrere la strada e non di un automezzo. Tant'è che quasi sempre per salvare la capra della viabilità e i cavoli di chi è costretto a subire quella situazione da terzo mondo c'è bisogno dell'intervento dei Vigili del Fuoco.
Ma la situazione è ancora più tragica se si pensa che le fogne, che non vanno da nessuna parte, visto che la rete è intasata da sabbia e pietrisco, accolgono anche numerosi scarichi di acque nere.Ecosì il povero cittadino si ritrova a convivere con liquami e fetore. E a poco valgono le continue denunce di chi ha perso la pazienza per quella situazione.Enemmeno servono i cartelli di protesta che danno il “benvenuto nella m…” a chi arriva dal lato di Pompei. E pensare che proprio in mezzo al lago che si forma, sul marciapiede di sinistra, per la legge del contrappasso, c'è una gran bella pietra lavica che invece da il “Benvenuti a Boscoreale” agli stessi che leggono i cartelli di prima.
«Già con i primi temporali autunnali e con le successive piogge degli ultimi giorni a Boscoreale ancora una volta ci è sembrato di vivere in una realtà del terzo mondo, in quanto si sono ripresentati i soliti problemi endemici che si verificano ogni qualvolta piove anche in maniera non eccessiva» denuncia Luigi Buffone sottolineando poi come diventi «impossibile la circolazione veicolare e pedonale, mentre sono continuamente mortificati tanto i cittadini che vivono nella zona quanto le attività commerciali presenti nelle vicinanze e che vengono vessati in modo sistematico ogni qualvolta piove».
Tuttavia non è solo Via Diaz a subire le conseguenze di una cattiva irregimentazione delle acque meteoriche. La situazione è drammatica un poco su tutto il territorio, nonostante si siano spesi, in passato, fior di quattrini per tentare di risolvere il problema.
«La situazione è pessimaanche in altre aree cittadine denuncia ancora Buffone un esempio emblematico è quello che viene dai blocchi della circolazione a causa degli allagamenti dei sottopassi di via Settetermini, sia quello della Circumvesuviana sia l'atro in prossimità del rione Penniniello. Quegli allagamenti sono fonte di enorme pericolo. Oltretutto sono una minaccia all'incolumità delle cose e soprattutto a quella delle persone; come dimostra l'evento luttuoso verificatosi qualche anno fa all'uscita del casello autostradale di Torre Annunziata Sud in direzione Salerno. Le istanze dei nostri concittadini sono ormai innumerevoli anche per quanto riguarda l'intasamento delle grate per il raccoglimento delle acque piovane. Grate che non vengono ripulite ormai da decenni, provocando disagi notevoli per il ristagno permanente delle acque, in luogo di un normale e regolare deflusso delle stesse. Nei mesi scorsi in Consiglio comunale abbiamo affrontato la problematica riguardante la pulizia delle griglie e delle grate, così come dell'occlusione dei canali atti a raccogliere le acque piovane. Tuttavia, alla discussione però non è seguito alcun atto consequenziale. Pertanto sarebbe opportuno decidersi a spostare risorse economiche del Bilancio comunale al fine di garantire un intervento urgente per liberare griglie e canali dai detriti accumulati, rendere i sottopasso sicuri in caso di pioggia, arrivando a migliorare quella qualità della vita di cui tutti parlano e di cui ben pochi si fanno carico effettivamente».
Antimo Solimeno |